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PER RISCOPRIRE IL SENSO E LO SCOPO DELLA POLITICA

PER RISCOPRIRE IL SENSO E LO SCOPO DELLA POLITICA


Una bella idea per denunciare il degrado di istituzioni che sono ormai nelle mani di associazioni per delinquere. 
Non è "antipolitica" anzi è la strada maestra per riscoprire il senso e lo scopo della politica (il fatto che tutti i cittadini liberi soggiacciono alle stesse norme di diritto). Questa degenerazione è potuta accadere essendo nel patrimonio genetico di questo sistema economico e sociale la valorizzazione dell'egoismo, della competitività e dell'arricchimento individuale a scapito dell'interesse collettivo. Dato che l'appetito vien mangiando quando le strade lecite non saziano più l'ingordigia, non ci si fa nessun scrupolo a varcare la soglia della illegalità. Tanto col tempo quella soglia si riposiziona al ribasso facendo tornare legale ciò che prima non lo era cambiando il comune senso del "pudore"). 
Non dobbiamo credere inoltre che la corruzione sia solo figlia del settore pubblico. Mazzette, favori, corruzione sono radicate anche nel mondo privato (soprattutto da quando le aziende sono guidate dai manager e non esiste più la vecchia figura del padrone). Nella mia carriera di sindacalista sono stato testimone di distrazioni di fondi prontamente messi a tacere. Fortunatamente per loro nel settore privato le "mazzette" non sono un reato e la magistratura non può intervenire. Riflettiamo. La parte più marcia di questa degenerazione è radicata in chi è già vergognosamente ricco, e non ruba certo per bisogno. Allora la domanda è: ma cosa ne fanno di tutti quei soldi??? "POTERE", conquistare o mantenere un posto nel mondo che conta. Perchè come ben insegnano i mafiosi " comandare è meglio che fottere". 
Da qui due considerazioni. La prima che non devono stare poi così bene psicologicamente questi signori, giacché finisco solo per scopare con meretrici con cagnolino al seguito. La seconda considerazione è un po' più politica. Da tutte queste vicende appare in tutta evidenza che la corruzione è intrinseca nel Dna del potere instaurato dal Capitale. E questo lo sapevamo già ma da qualche tempo ce lo siamo scordato. 
Quindi se l'onestà è intrinseca solo in nuovo modello sociale ed economico, fondato sull'interesse collettivo, sulla solidarietà, sulla redistribuzione della ricchezza prodotta, sulla difesa dei beni comuni, non dobbiamo cercare solo "la persona onesta" che governi la cosa pubblica, ma instaurare un nuovo ordine, sociale ed economico, che condanni a priori l'arricchimento che si realizzi a scapito del benessere collettivo, a partire dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Chi ruba nell'Expo non è più criminale di chi si arricchisce licenziando donne in maternità o facendo lavorare un giovane con il contratto a chiamata o con i voucher (un tempo chiamato caporalato ed era giustamente messo fuori legge). Oppure di chi evade il fisco mettendo in crisi sanità, servizi e istruzione. 
Essere singoli individui onesti in un sistema marcio, fa certamente onore a noi ma non cambia lo stato di cose. Indubbiamente essere individualmente onesti è un valore , ma per sconfiggere la disonestà bisogna essere attivi nel sovvertire lo stato di cose esistenti. Allora si fa la differenza. Altrimenti sedetevi alle 20 davanti alla TV ed aspettare la notizia del prossimo arresto. Ma non per molto perchè come scriveva de Andrè: 
"una volta un giudice come me giudicò 
chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.
Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?"